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		<title>Vernaccia di San Gimignano: un vino autentico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentino Tesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2025 11:18:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i vari settori merceologici, quello del vino è tra quelli in cui più, negli ultimi anni, regna maggior confusione. Ognuno ha la sua teoria, la sua ricetta, riguardo al calo dei consumi. Si sprecano le ondate salutiste no alcol, correnti neoproibizionistiche che spirano dal nord Europa attraversando i corridoi di Bruxelles. Senza tralasciare i &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i vari settori merceologici, quello del vino è tra quelli in cui più, negli ultimi anni, regna maggior confusione.</p>
<p>Ognuno ha la sua teoria, la sua ricetta, riguardo al calo dei consumi. Si sprecano le ondate salutiste no alcol, correnti neoproibizionistiche che spirano dal nord Europa attraversando i corridoi di Bruxelles.</p>
<p>Senza tralasciare i trend del momento: vini naturali, con difetti che si innalzano a pregi, piwi, low alcol e via discorrendo.</p>
<p>Nessun prodotto alimentare è sezionato come il vino, è possibile talvolta scendere nel profondo e conoscere non solo chi lo produce ma da quale vigneto, quale filare e in quale data è stata vendemmiata l’uva. Sapere perfino il procedimento preciso adottato in cantina. Una dovizia di particolari che non ha eguali, quando penso che al supermercato quando si chiede il pane, viene domandato “quale tra questi?”, con una scelta che si basa “a vista”<span class="Apple-converted-space">  </span>e in pochi secondi.</p>
<p>Tanto rumore per nulla scriveva Shakespeare, sarà che essere fan del rugby mi ha sempre aiutato, nella vita talvolta occorre andare indietro per proseguire avanti. Una fase di stagnazione è decisiva per ulteriori sviluppi.</p>
<p>Questa lunga premessa per introdurre un concetto di una semplicità disarmante, la comunicazione del vino deve tornare alla sua funzione primaria, raccontare un territorio, la sua storia, tradizione, geologia, vitigni, sfumature organolettiche, abbinamenti ideali col cibo, personaggi, cultura. Solo allora riacquisirà significato il termine “denominazione d’origine”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Cari operatori del settore, stiamo perdendo la bussola! C’è un senso di smarrimento, torniamo all’autenticità, ai vini che sono sempre esistiti, portabandiera di storia e territori. Mai come oggi il classicismo potrebbe essere trendy e di gran moda, come un uomo senza tatuaggi e piercing, con la cravatta, fuori dal tempo, uguale solo a se stesso.</p>
<figure id="attachment_1355" aria-describedby="caption-attachment-1355" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-1355" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/san-gimignano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/san-gimignano-300x225.jpg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/san-gimignano-1024x768.jpg 1024w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/san-gimignano-768x576.jpg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/san-gimignano.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1355" class="wp-caption-text">San Gimignano e le sue torri</figcaption></figure>
<p>Ecco quindi che si presenta l’occasione per sottolineare un vino portabandiera di un territorio, la Vernaccia di San Gimignano. Uva bianca presente in loco secondo fonti certe almeno dal 1200, facente parte in modo stabile del DNA di quelle terre, essendo sopravvissuta ad ere climatiche, storico-sociologiche le più disparate. Lei, fiera, è sempre lì, come le torri del borgo, a far da lente d’ingradimento di suoli sabbiosi oceanici plioceni, con le dolci colline ed un clima ventilato e scarso di precipitazioni, un vino pieno, di corpo, salato e minerale, uno dei più grandi bianchi d’Italia e del mondo.</p>
<p>La Vernaccia è autentica, non esiste al di fuori di San Gimignano, inimitabile, unica nelle sue sfumature odorose e gustative, comunque la si voglia interpretare, giovane, da invecchiamento, nell’acciaio, nel cemento, nel legno, lei esprime sempre le sue caratteristiche. Mai banale, mai monotona, rustica e verace, sa ingentilirsi con il passare degli anni, quando la sua massa morbida condita dalla salgemma avvolge il palato.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Odora di nespole, anice, guscio d’ostrica e alghe, è un tassello irrinunciabile quando si voglia approcciare ad una narrazione, anche storica di San Gimignano, dei suoi legami con Firenze, i suoi estimatori tra letterati e nobili.</p>
<figure id="attachment_1354" aria-describedby="caption-attachment-1354" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1354" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/REGINA-300x148.jpg" alt="" width="300" height="148" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/REGINA-300x148.jpg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/REGINA-1024x505.jpg 1024w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/REGINA-768x379.jpg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/REGINA.jpg 1465w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1354" class="wp-caption-text">La Regina Bianca di Toscana</figcaption></figure>
<p>Un vino autentico è infatti, prima di tutto, il frutto di una tradizione millenaria. Le antiche tecniche di viticoltura, tramandate da generazione in generazione, sono alla base di una produzione che rispetti l’identità del territorio da cui proviene. Le pratiche di agricoltura che privilegiano il rispetto per l’ambiente e la biodiversità, sono spesso scelte privilegiate per la creazione della Regina Bianca, come viene chiamata negli ultimi anni.</p>
<p>I viticoltori di oggi sono infatti sempre più consapevoli dell’importanza di non alterare il terroir, cioè l&#8217;insieme di fattori naturali che influenzano il gusto e le caratteristiche di un vino: il clima, il suolo, l&#8217;esposizione solare, e, ovviamente, la varietà dell’uva locale. In un mondo che corre veloce, dove l’omologazione rischia di appiattire ogni diversità, il vino autentico celebra l’unicità.</p>
<figure id="attachment_1356" aria-describedby="caption-attachment-1356" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1356" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/san-gimignano-centro-storico-piazza-duomo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/san-gimignano-centro-storico-piazza-duomo-300x200.jpg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/san-gimignano-centro-storico-piazza-duomo-1024x683.jpg 1024w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/san-gimignano-centro-storico-piazza-duomo-768x512.jpg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/12/san-gimignano-centro-storico-piazza-duomo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1356" class="wp-caption-text">San Gimignano: Piazza del Duomo</figcaption></figure>
<p>Oltre al valore culturale e alla sostenibilità, la Vernaccia di San Gimignano ha una dimensione sensoriale che la rende unica. Quando si degusta un vino autentico, si ha la sensazione di entrare in un mondo parallelo, dove ogni sorso racconta una storia. La diversità dei sapori, la complessità degli aromi, la profondità del colore, il corpo e la texture.</p>
<p>La Vernaccia di San Gimignano è un concetto che abbraccia tradizione, passione e sostenibilità. È il risultato di un impegno che va oltre la semplice produzione di bevanda alcolica: è un gesto di cura verso il territorio, un atto di rispetto per l&#8217;ambiente e una dichiarazione d’amore per la sua cultura secolare. Chi decide di berla non fa solo una scelta gustativa, ma abbraccia una filosofia che celebra la diversità, la qualità e la bellezza della nostra Toscana.</p>
<p>Un vino che nella maggioranza dei casi si mostra genuino &#8211; da <i>genu</i> «ginocchio» riferito in origine al figlio che il padre riconosceva prendendolo sulle proprie ginocchia &#8211; senza tante storpiature e contaminazioni.</p>
<p>Ha vissuto fasi alterne nella sua notorietà nel corso dei secoli, senza mai scomporsi, senza mai rinunciare ad essere se stessa, la Vernaccia di San Gimignano, la Regina Bianca di Toscana, unica, nobile e ribelle. Da conoscere, scoprire e riscoprire.</p>
<p>Valentino Tesi</p>
<p>dicembre 2025</p>
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		<title>Il Catalogo Ufficiale del Chianti Classico dalla A alla Z</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentino Tesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 10:47:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel particolare anno della pandemia Covid, il 2020, grazie al Consorzio ho avuto la prestigiosa opportunità di guidare il tour all’interno del grande Catalogo Ufficiale del Chianti Classico, percorrendolo sempre con argomenti diversi. Insieme agli spettatori, durante le dirette, abbiamo viaggiato da nord a sud, da est a ovest nel territorio, percorrendo altopiani, montagne, dolci &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel particolare anno della pandemia Covid, il 2020, grazie al Consorzio ho avuto la prestigiosa opportunità di guidare il tour all’interno del grande Catalogo Ufficiale del Chianti Classico, percorrendolo sempre con argomenti diversi.</p>
<figure id="attachment_1336" aria-describedby="caption-attachment-1336" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1336" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/giardino-300x158.png" alt="" width="300" height="158" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/giardino-300x158.png 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/giardino-1024x540.png 1024w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/giardino-768x405.png 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/giardino.png 1312w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1336" class="wp-caption-text">live dal giardino di casa</figcaption></figure>
<p>Insieme agli spettatori, durante le dirette, abbiamo viaggiato da nord a sud, da est a ovest nel territorio, percorrendo altopiani, montagne, dolci colline. Abbiamo immaginato castelli, ville rinascimentali, abbazie medievali. Abbiamo volato sopra boschi di querce, lecci, pini, cipressi, ci siamo immersi in vigneti e uliveti.</p>
<figure id="attachment_1337" aria-describedby="caption-attachment-1337" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1337" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/capannelle-300x158.png" alt="" width="300" height="158" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/capannelle-300x158.png 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/capannelle-1024x541.png 1024w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/capannelle-768x406.png 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/capannelle.png 1310w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1337" class="wp-caption-text">live from Capannelle</figcaption></figure>
<p>Ci siamo appassionati e incuriositi di storie di famiglie nobili, antiche, di tradizione, italiane e straniere oppure di semplici ed energici artigiani contadini. Racconti di amore per la terra, di passione pura, di sacrifici.</p>
<p>Ci siamo riempiti il petto d’orgoglio per avere in Italia questo territorio, in cui coesisteno storia, arte, natura, paesaggi, gastronomia e un grande vino, la più antica denominazione del mondo.</p>
<figure id="attachment_1338" aria-describedby="caption-attachment-1338" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1338" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/brolio-300x155.png" alt="" width="300" height="155" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/brolio-300x155.png 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/brolio-1024x529.png 1024w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/brolio-768x397.png 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/brolio.png 1312w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1338" class="wp-caption-text">live from Castello di Brolio</figcaption></figure>
<p>17 puntate, svariate location in casa e in luoghi storici chiantigiani, 102 aziende, 102 calici di Chianti Classico degustati insieme a voi, appassionati di Gallo Nero, di Toscana, di Sangiovese e di tutte le sue sfumature gustative, solo o con altre uve.</p>
<figure id="attachment_1339" aria-describedby="caption-attachment-1339" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1339" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/natale-300x157.png" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/natale-300x157.png 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/natale-1024x536.png 1024w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/natale-768x402.png 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/natale.png 1310w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1339" class="wp-caption-text">puntata natalizia</figcaption></figure>
<p>Grazie per avermi accompagnato e a chi lo ha reso possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://youtube.com/playlist?list=PLitreBvmkxTlllFMivL51zw_2LezoQYfw&amp;si=R9cnpKHjqAjdN2tO"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1345" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/360_F_133480376_PWlsZ1Bdr2SVnTRpb8jCtY59CyEBdoUt-300x300.jpg" alt="" width="86" height="86" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/360_F_133480376_PWlsZ1Bdr2SVnTRpb8jCtY59CyEBdoUt-300x300.jpg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/360_F_133480376_PWlsZ1Bdr2SVnTRpb8jCtY59CyEBdoUt-150x150.jpg 150w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/06/360_F_133480376_PWlsZ1Bdr2SVnTRpb8jCtY59CyEBdoUt.jpg 360w" sizes="auto, (max-width: 86px) 100vw, 86px" /></a></p>
<p><strong>Link per visionare la playlist di tutti i 14 video.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Valentino Tesi</p>
<p>(giugno 2025)</p>
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		<title>Viva viva la mezzina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentino Tesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 12:23:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se fosse arrivato il momento della mezza bottiglia di vino? Quella da 0.375 litri? Formato demi-bouteille. So già la risposta che riceverei dai ristoratori, no! Costa troppo rispetto alla standard, non la ordina nessuno, non c’è abbastanza scelta sul mercato, eccetera eccetera. Molte sono le obiezioni commerciali ma stiamo attraversando un periodo in cui occorre &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se fosse arrivato il momento della mezza bottiglia di vino? Quella da 0.375 litri? Formato demi-bouteille. So già la risposta che riceverei dai ristoratori, no! Costa troppo rispetto alla standard, non la ordina nessuno, non c’è abbastanza scelta sul mercato, eccetera eccetera. Molte sono le obiezioni commerciali ma stiamo attraversando un periodo in cui occorre avere il coraggio dei cambiamenti.</p>
<p>Non esiste una cura unica per tutti i mali, lo sanno bene i medici, la demi non è una panacea ma quanti nodi potrebbe districare? Pensiamo un attimo soltanto ai tavoli da due persone, la classica coppia, la scelta attuale più frequente è o acqua o calice di vino. Il dubbio nasce sempre dallo stato di conservazione delle bottiglie di vino alla mescita, quante volte ci è capitato di ricevere pozioni acetate? Aperte giorni e giorni prima? Meglio l’apertura <i>live</i> di una bottiglia nuova, anche se piccola. Consideriamo inoltre i tavoli numerosi, in cui le pietanze ordinate sono spesso eterogenee ma frequentemente viene scelta una sola tipologia di vino dall’intenditore di turno, non si rovina l’esperienza culinaria laddove il contrasto vino-cibo sia palese? Meglio allora pensare a scelte di più modelli di vino, in cui il piccolo formato garantirebbe il giusto consumo.</p>
<p>Dal punto di vista economico non vale la legge matematica del prezzo diviso due, ovvero se la bottiglia standard costa 10, la mezzina non può costare 5, occorre considerare i costi del contenitore su un formato così minuto, però certamente si avrebbe un rapporto prezzo/utilità molto interessante. La cultura del vino si sta radicando sempre più, ciò comporta necessariamente un ripensamento sulle questioni della salute e della sicurezza nelle strade, non sono concetti che remano contro il vino di qualità, la mezza bottiglia è un elemento di raccordo.</p>
<p>Perfetta per coloro che vogliono degustare un buon vino senza dover affrontare il rischio di sprechi, la demi si rivela l’alleata ideale per occasioni intime o semplicemente per chi desidera un bicchiere senza dover stappare una bottiglia intera. Inoltre, permette di esplorare più varietà senza impegnarsi in quantità troppo grandi, rendendo facile la scelta di diversi vini durante una serata.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1315" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/03/formati-bottiglia-300x109.jpg" alt="" width="300" height="109" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/03/formati-bottiglia-300x109.jpg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/03/formati-bottiglia-768x279.jpg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2025/03/formati-bottiglia.jpg 977w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Non solo praticità, ma anche qualità. Molti produttori propongono le mezza bottiglia per i loro cru più pregiati, consentendo così ad un pubblico più ampio di accedere a vini d&#8217;eccellenza ma ad un prezzo più contenuto. Ricordo che qualche anno fa è nato anche un movimento corposo di collezionisti di mezzine di Champagne….</p>
<p>Inoltre, la demi-bouteille è spesso un&#8217;opzione perfetta per le degustazioni, permettendo ai sommelier di proporre porzioni più piccole ma senza rinunciare all&#8217;esperienza completa. E se un tempo il formato ridotto veniva associato principalmente ai vini dolci o da dessert, oggi potrebbe diventare una delle possibili soluzioni alla maggior attenzione verso la quantità, una scelta versatile che abbraccia bianchi, rossi, rosati e bollicine.</p>
<p>In definitiva, la mezza bottiglia è una proposta elegante e funzionale per chi cerca convenienza senza sacrificare il piacere del buon vino. Una piccola grande rivoluzione nel modo di bere e godere del vino, che merita attenzione tanto dai consumatori quanto soprattutto dai ristoratori e produttori.</p>
<p>Più coraggio!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Valentino Tesi</p>
<p>(marzo 2025)</p>
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		<title>Vin Santo del Chianti Classico, è tempo di conoscerlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentino Tesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 10:11:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territori]]></category>
		<category><![CDATA[chianti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo vino è Xantos! Così pare abbia esclamato il patriarca Bessarione durante il Concilio Ecumenico di Firenze nel 1349, sottolineando la forte somiglianza tra il noto vino toscano ottenuto da appassimento di uve e quello dolce già molto diffuso in Grecia, coniando così il nome arrivato fino ai giorni nostri: Vin Santo. Questa non è &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo vino è Xantos! Così pare abbia esclamato il patriarca Bessarione durante il Concilio Ecumenico di Firenze nel 1349, sottolineando la forte somiglianza tra il noto vino toscano ottenuto da appassimento di uve e quello dolce già molto diffuso in Grecia, coniando così il nome arrivato fino ai giorni nostri: Vin Santo.</p>
<p>Questa non è però l’unica tesi che ne riguarda la genesi, l’aggettivo tradisce origini che si collegano direttamente ai sacramenti cristiani ed al suo utilizzo durante l’Eucaristia, tanto da meritarsi l’appellativo “Vin de’ preti”; oppure potrebbe derivare dalla Festa dei Santi di novembre, mese in cui si inizia a produrlo o ancora dalla Settimana Santa di marzo, periodo in cui ha termine l’appassimento delle uve o in cui si inizia a imbottigliare.</p>
<p>Qualunque sia l’origine del nome ciò che è certo è che questo particolarissimo vino ha una tradizione molto antica. Fin dal Medioevo è nota la predilezione delle classi abbienti per i vini con residuo zuccherino, più pregiati per l’oneroso metodo produttivo e quindi ben distinguibili da quelli secchi, “garbi”, consumati dal volgo.</p>
<p>La prima menzione ufficiale del Vin Santo in un documento scritto è del 1773 su Oenologia Toscana di Cosimo Villafranchi ed a partire dai primi anni dell’Ottocento si assiste alla cosiddetta ruralizzazione di questo prodotto, ovvero l’usanza dei contadini di vinificare accanto al vino della quotidianità anche una piccola chicca, uno ottenuto da uve lasciate appassire e da dedicare alle Feste, alle grandi occasioni o semplicemente per omaggiare un amico venuto a far visita. Quindi non un vino destinato al commercio, troppo esigue le quantità, troppo dispendioso il lavoro per pensare anche solo di assegnare un prezzo. L’esclusività e rarità del prodotto è confermata nell’opera del 1920 di Arturo Marescalchi, La Degustazione e l’Apprezzamento dei Vini, in cui i “vini forzati e santi” erano catalogati come di lusso.</p>
<p>Da questa aurea di preziosità allo svilimento del Vin Santo come prodotto da scaffale Discount in cui inzuppare i cantuccini, il passo è stato molto breve. Cos’è veramente il Vin Santo? In particolare quello del Chianti Classico, sua zona d’elezione?</p>
<p>Tralasciando le infime versioni industriali, questo è un vino che non ha eguali nel panorama enoico italiano, definito quasi magico e alchemico. Secondo la tradizione, che ancora oggi resiste, durante la vendemmia il viticoltore sceglie i migliori tralci di vite con pochi grappoli attaccati, da appendere al soffitto per l’appassimento, in gergo chiamati appunto i “penzoli”. Interessante già soffermarsi su questo aspetto legato alla disposizione delle uve, che via via con il tempo sono state poste ad appassire sui graticci, stuoie, all’interno dei fruttai. Fu il maestro Tachis, per la Tenuta Riseccoli a consigliare e quindi a rinverdire la tradizione di appendere l’uva, meno esposta così ai rischi del marciume indesiderato. Quali uve? Bianche principalmente: San Colombano, trebbiano toscano, malvasia bianca lunga del Chianti. Molto raramente si utilizza la bacca rossa. L’appassimento dura in genere fino alle Feste Natalizie, periodo in cui i grappoli vengono “spippolati” a mano e torchiati. Il mosto ottenuto venie posto in piccoli caratelli, botticelle, di formati diversi ma mai sopra i 110 litri, di produzione artigianale e anche di legni diversi, rovere, ciliegio, pero, melo, acacia, meno utilizzato il castagno perché cede tannini. I caratelli vengono riempiti circa al 70%, quindi tenuti scolmi, insieme alla madre, deposito feccioso finale dell’ultimo travaso, poi sigillati con ceralacca o cemento. I caratelli vengono collocati nei sottotetti per beneficiare delle forti escursioni termiche estate/inverno, con ripetuti arresti fermentativi, evaporazioni e lente ossidazioni. Così prende forma la magia del Vin Santo, croce e delizia degli enologi, il vino più incontrollabile di tutti, non gestibile nella fase fermentativa. L’apertura dei caratelli spesso rivela sorprese, in positivo o in negativo. In questo vino l’ossidazione è ricercata ma ben calibrata, controllata, con quel sottile sentore di acetaldeide. La permanenza nei caratelli può essere prolungata per lunghissimi anni, anche oltre un decennio, circostanza che ne giustifica insieme all’impegnativo metodo di vinificazione, il prezzo.</p>
<figure id="attachment_1294" aria-describedby="caption-attachment-1294" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1294" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/06/barattieri-appassimento-uva-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/06/barattieri-appassimento-uva-300x192.jpg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/06/barattieri-appassimento-uva.jpg 655w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1294" class="wp-caption-text">appassimento sui graticci</figcaption></figure>
<p>Entrando nel perimetro tecnico, quello del Disciplinare, “Vin Santo del Chianti Classico DOC”, approvato nel 1995, si apprende che è ammesso produrlo con trebbiano toscano e malvasia, da soli o congiuntamente, minimo 60%” e nella versione occhio di pernice, in verità assai rara, con sangiovese, minimo 80%. Le percentuali residuali sono composte da un vasto numero di varietà idonee alla coltivazione nell’ambito della Regione Toscana e riportato in un apposito allegato. La zona di produzione delle uve è la medesima della denominazione Chianti Classico DOCG, pressoché identica a quella già individuata da Cosimo III de’ Medici con il famoso Bando del 1716. Per quanto riguarda i parametri di vinificazione è stato istituito il periodo minimo di invecchiamento in 24 mesi, in caratelli di legno di capacità non superiore a 3 ettolitri e con un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 16% vol., di cui almeno il 10,5% svolto. Recentemente il Disciplinare ha allargato le maglie della tipicità del Vin Santo del Chianti Classico, prevedendo nel colore come tonalità più scura anche il bruno e al gusto anche il sapore dolce, oltre il secco e l’amabile. Queste modifiche non tanto per snaturare un vino che per tradizione è sempre stato color dell’ambra e lievemente zuccherino nell’espressione saporifera ma perché certi produttori interpretano il Vin Santo, vuoi per particolare terroir, vuoi per filosofia aziendale, con un’anima più aperta e mellita, che si avvicina più ai tradizionali passiti da uve bianche, pur mantenendo lo spirito etereo e terziario tipico di questo nettare toscano.</p>
<p>Cosa aspettarsi sotto la lente d’ingradimento organolettica da un grande Vin Santo del Chianti Classico? Alcune note sono in comune, altre dipendono dallo stile produttivo. Come colore il più tipico è l’ambra lucente, il topazio, il mogano e il dorato antico. Olfatto e gusto sono guidati dal grado di dolcezza, laddove la secchezza è padrone le percezioni ricorrenti sono di amaretto, nocciola e mandorla tostata, profumi di sottobosco, zenzero e resina di pino. Quando invece l’equilibrio gustativo si sposta più sul residuo zuccherino ecco che diventano esuberanti le nuance di albicocca disidratata, dattero, caramella d’orzo e miele di castagno. In entrambi i casi tutto condito da tracce ben controllate di ceralacca e smalto. Il gusto è introdotto da una dolcezza affatto adesiva, ravvivata continuamente dalla sapidità. Il finale è nitido e si dilata in una lunga e appagante persistenza aromatica intensa.</p>
<p>Gli stili produttivi del Vin Santo cambiano decisamente gli abbinamenti gastronomici. Nei tempi moderni è sempre stato considerato da dessert, ruolo che possiamo anche condividere ma con alcune accortezze. Essendo un vino “dolce non dolce”, in cui l’acidità è ben presente, sostenuta anche da quella volatile, va da sé che non accolga con favore le preparazioni dolciarie troppo ricche, come ad esempio crema, panna, paste lievitate, Pan di Spagna ma gradisca tutta quella pasticceria secca dove lo zucchero sia solo comprimario, ecco allora i famosi Cantucci di Prato con le mandorle. Breve ma doverosa parentesi, nessun vino al quale si riconosca un minimo di dignità può essere ”declassato” a liquido per l’inzuppo di biscotti. Questa pratica consolidata da osteria è dovuta a pessime versioni liquorose del Vin Santo che nulla hanno da condividere con quello nobile di cui è stato delineato il profilo in questo articolo. Altre preparazioni ideali per l’accompagnamento sono i Brutti Ma Buoni, il Panforte, i Cavallucci di Siena, il Panpepato, la frolla ai fichi, il torrone e l’Addormentasuocere. Tutti accoppiamenti che esaltano le note tostate, speziate ed eteree del Vin Santo, oltre a trovare un’ideale armonia tra l’alcol e la succulenza.</p>
<figure id="attachment_1295" aria-describedby="caption-attachment-1295" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1295" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/06/5D8DD7E7-9D0C-4857-941F-2DB9CDCFDDCD-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/06/5D8DD7E7-9D0C-4857-941F-2DB9CDCFDDCD-300x250.jpg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/06/5D8DD7E7-9D0C-4857-941F-2DB9CDCFDDCD.jpg 767w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1295" class="wp-caption-text">Cantucci di Prato e Vin Santo</figcaption></figure>
<p>Quando invece certe secchezze e note eteree/tostate sovrastano decisamente il residuo zuccherino, il Vin Santo del Chianti Classico abbraccia certe atmosfere oristanesi se non addirittura transalpine verso le suggestioni di noce e fungo del Vin Jaune.</p>
<p>Ecco allora che a tavola il Vin Santo si trasforma, si toglie gli abiti del compagno da dessert per assumere connotati inusuali e inaspettati. Da provare assolutamente in tal caso con i formaggi erborinati: Gorgonzola stagionato, Stilton e Roquefort. Lascerà senza’altro a bocca aperta quando abbinato anche alla tendenza amarognola dei fegatini di pollo, sia Rocher che saltati in padella.</p>
<figure id="attachment_1296" aria-describedby="caption-attachment-1296" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1296" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-Gorgonzola-DOP-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-Gorgonzola-DOP-300x169.jpg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-Gorgonzola-DOP.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1296" class="wp-caption-text">Vin Santo e formaggi erborinati</figcaption></figure>
<p>Unico e aristocratico può risultare con la Crème brûlée di foie gras.</p>
<p>Infine il Vin Santo del Chianti Classico può rappresentare un degno fine pasto, anche senza abbinamenti, oppure con praline di cioccolato purché non troppo fondenti o con un Sigaro Antico Toscano. Semplicemente anche per una serata conviviale davanti al focolare, un vino che scalda il cuore e stimola i pensieri.</p>
<p>Valentino Tesi</p>
<p>(giugno 2024)</p>
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		<title>Chianti Montalbano, la Pistoia del vino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentino Tesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2024 11:36:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Montalbano, Mons Albanus, toponimo molto diffuso in Italia derivante dal latino albus, bianco, evidenziando il colpo d’occhio che si ha da lontano su questo monte che incornicia la piana Pistoia-Prato-Firenze, insieme all’Appennino Tosco-Emiliano. Crinale che corre dal passo di Serravalle al fiume Arno, presso la strettoia della Gonfolina nel Comune di Lastra a Signa.  Si &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Montalbano</strong>, Mons Albanus, toponimo molto diffuso in Italia derivante dal latino albus, bianco, evidenziando il colpo d’occhio che si ha da lontano su questo monte che incornicia la piana Pistoia-Prato-Firenze, insieme all’Appennino Tosco-Emiliano. Crinale che corre dal passo di Serravalle al fiume Arno, presso la strettoia della Gonfolina nel Comune di Lastra a Signa.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Si tratta di un vero e proprio <strong>polmone verde</strong> con vaste estensioni collinari arrotondate coltivate a viti e olivi, composto in gran parte da <strong>macigno e pietra serena</strong>, materiali che conferiscono al terreno un tipico aspetto bigio quasi biancastro. Una zona densa di boschi, cerro, pino marittimo e roverella le specie più diffuse, insieme alla macchia mediterranea. Come area enoica di qualità è conosciuta già dal Medioevo, infatti alla fine del 1200 <strong>i vescovi di Pistoia</strong> si facevano portare il vino del Montalbano alle loro mense.</p>
<p>Similmente a tutta la Toscana centrale anche qui si parla il linguaggio del <strong>Sangiovese</strong>, declinato come sottozona del <strong>Chianti DOCG</strong>. Un rosso sbarazzino, scorrevole, fresco e di <strong>facile beva</strong>, che dà il meglio di sé quando interpretato tutto acciaio, faticando in brillantezza nelle versioni più strutturate con lunghe maturazioni nel legno.</p>
<p>Il Montalbano ha <strong>due versanti</strong>, uno lucente e aperto che guarda il Mar Tirreno a ovest, come nelle zone di Vinci, Lamporecchio, Cerreto Guidi ed uno più cupo e ombreggiato a est, che domina la pianura pistoiese-pratese. Proprio da questo areale, in località Quarrata (PT) vi è un’azienda storica, la <strong>Fattoria Betti</strong>. La sede è il celebre Cantinone Baldi, in stile Liberty, datato 1903. Dal 2003 i due giovani fratelli Guido e Gherardo portano avanti la tradizione vitivinicola della famiglia. Nei venti ettari di vigneti, in terreni in prevalenza argillosi posti a 150-200 m slm si coltiva soprattutto sangiovese che insieme a canaiolo e colorino dà vita ad un Chianti Montalbano quasi dissetante per la saporosità di arancia rossa che rilascia al gusto. Vinificato in acciaio e cemento si sposa bene anche a zuppe di pesce col pomodoro, in particolare se servito sui 14/15 °C.</p>
<figure id="attachment_1267" aria-describedby="caption-attachment-1267" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1267" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/vigneti-montalbano-fattoria-betti-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/vigneti-montalbano-fattoria-betti-300x200.jpeg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/vigneti-montalbano-fattoria-betti-768x511.jpeg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/vigneti-montalbano-fattoria-betti.jpeg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1267" class="wp-caption-text">Fattoria Betti</figcaption></figure>
<p>Nel quarratino da segnalare <strong>Cantine Bonacchi</strong> che con il suo Rosso Badesco, dall&#8217;omonimo vigneto, ha messo un sigillo sull&#8217;idea di vino tipico del pistoiese.</p>
<figure id="attachment_1268" aria-describedby="caption-attachment-1268" style="width: 225px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1268" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/ZyTBaCpMS0WjSP5MvjbLEg_pl_375x500-225x300.png" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/ZyTBaCpMS0WjSP5MvjbLEg_pl_375x500-225x300.png 225w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/ZyTBaCpMS0WjSP5MvjbLEg_pl_375x500.png 375w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><figcaption id="caption-attachment-1268" class="wp-caption-text">Vino Badesco</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sempre nello stesso versante ma sponda Casalguidi, il noto imprenditore vivaistico <strong>Vannino Vannucci</strong> da qualche anno si sta cimentando nella produzione enoica, con risultati incoraggianti nella qualità, crescente anno dopo anno. I vigneti, un tempo di Tiberi, circondano lo scenografico Residence Bello Stare. Da segnalare il beverino Chianti Moreno e il più strutturato Le Vespe, sempre a base sangiovese. Piccola chicca il Petit, tutto da petit verdot in purezza.</p>
<figure id="attachment_1269" aria-describedby="caption-attachment-1269" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1269" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/bello-stare-traditional-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/bello-stare-traditional-300x169.jpg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/bello-stare-traditional-1024x576.jpg 1024w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/bello-stare-traditional-768x432.jpg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/bello-stare-traditional.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1269" class="wp-caption-text">Vini Vannucci</figcaption></figure>
<p>Rimanendo nel pistoiese ma nel Montalbano che guarda il mare, a Lamporecchio, si trova la storica <strong>Sensi Vigne e Vini</strong> che nella tenuta della Fattoria di Calappiano con il Chianti Riserva Vinciano e il supertuscan Collegonzi, dà forma ad un Sangiovese ricco e maturo, tipico di questo versante.</p>
<figure id="attachment_1270" aria-describedby="caption-attachment-1270" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1270" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/vineyard-slide-01-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/vineyard-slide-01-300x158.jpg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/vineyard-slide-01-768x404.jpg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/03/vineyard-slide-01.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1270" class="wp-caption-text">Vigneti Sensi</figcaption></figure>
<p>Valentino Tesi</p>
<p>(marzo 2024)</p>
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		<title>L&#8217;importanza di essere &#8220;Collio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentino Tesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 12:12:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni tanto io e la Giulina ci divertiamo a stappare vini scaduti, o presunti tali. Mesi fa un Pinot Grigio stessa annata stesso produttore non ci convinse, ambrato e gusto miele di castagno. Il genio del friulano Mario Schiopetto lo abbiamo ritrovato, però, in un’altra bottiglia, con la sua voglia, già negli anni ’60, di &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto io e la Giulina ci divertiamo a stappare vini scaduti, o presunti tali.</p>
<p>Mesi fa un Pinot Grigio stessa annata stesso produttore non ci convinse, ambrato e gusto miele di castagno. Il genio del friulano Mario Schiopetto lo abbiamo ritrovato, però, in un’altra bottiglia, con la sua voglia, già negli anni ’60, di produrre vini, eleganti, freschi e profumati, alleggerendosi dalle zavorre del passato, lui che volle imbottigliare il suo nettare perché in damigiana nessuno ne avrebbe compreso il valore.</p>
<figure id="attachment_1246" aria-describedby="caption-attachment-1246" style="width: 172px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1246 size-medium" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/01/Mario-Schiopetto-172x300.png" alt="" width="172" height="300" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/01/Mario-Schiopetto-172x300.png 172w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2024/01/Mario-Schiopetto.png 450w" sizes="auto, (max-width: 172px) 100vw, 172px" /><figcaption id="caption-attachment-1246" class="wp-caption-text">Mario Schiopetto</figcaption></figure>
<p>Questo Sauvignon 1999 ci ha fatto esultare fin dal colore, dorato luminoso, confermato da un naso che non si rassegnava a spengersi, vivo negli agrumi dai mille volti, candito, bon bon, marmellata.</p>
<p>Un miele di tiglio nitido, caramella balsamica all&#8217;eucalipto, poi tornava sulle note dello zenzero, melissa, infine soffuso Champignon. Naso vitale, con ancora scatti giovanili.</p>
<p>Gusto straordinario, quasi un cono crema e limone condito al sale di Maldon. Alcol comprimario, corroborante, mai sopra le righe.</p>
<p>Cosa può essere un grande Collio dopo 23 anni.</p>
<p>Sauvignon 1999 Schiopetto, su risotto agli asparagi.</p>
<p>Voto: ottimo (10)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Valentino Tesi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(degustazione aprile 2022)</p>
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		<title>La fortuna di essere sommelier in Toscana</title>
		<link>https://www.valentinotesi.it/la-fortuna-di-essere-sommelier-in-toscana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentino Tesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 12:43:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[degustazione]]></category>
		<category><![CDATA[territori]]></category>
		<category><![CDATA[biondisanti]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
		<category><![CDATA[montalcino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La professione del sommelier è affascinante, permette di immergersi nella cultura del vino, scoprendo anche territori, storia, arte e personaggi. La principale attività, quella di degustatore, consente di godere delle mille sfumature organolettiche che un calice talvolta offre, esserlo in Toscana poi, è una fortuna sfacciata. Nella mia esperienza di redattore per l’Associazione Italiana Sommelier, &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La professione del sommelier è affascinante, permette di immergersi nella cultura del vino, scoprendo anche territori, storia, arte e personaggi. La principale attività, quella di degustatore, consente di godere delle mille sfumature organolettiche che un calice talvolta offre, esserlo in Toscana poi, è una fortuna sfacciata. Nella mia esperienza di redattore per l’Associazione Italiana Sommelier, ho avuto il privilegio di descrivere la leggendaria triade di Biondi-Santi, Rosso di Montalcino 2017, Brunello 2015 e Brunello Riserva 2013.<br />
Degustare e cercare di esprimere le suggestioni che siffatte perle esprimono è un compito tutto sommato facile, basta far parlare il vino avendo l’accortezza di utilizzare i termini giusti.<br />
Ecco dal mio taccuino di allora, agosto 2021, le note che uscirono dalla penna con immediatezza:</p>
<p><strong>Rosso di Montalcino 2017</strong></p>
<p>Rubino lucente. Naso su profumi di marasca con cenni di humus e costanti rinnovi di cannella associati a balsamicità; sferzante entrata fresca, sapore di arancia rossa, buon corpo e tannino vitale che estende la propulsione gustativa.</p>
<p>Abbinamento: pappardelle al ragù di capriolo.</p>
<p>Voto: ottimo (10)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1223" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/12/rosso-senza-sfondo-89x300.png" alt="" width="89" height="300" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/12/rosso-senza-sfondo-89x300.png 89w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/12/rosso-senza-sfondo.png 304w" sizes="auto, (max-width: 89px) 100vw, 89px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Brunello di Montalcino 2015</strong></p>
<p>Vivace rosso granato. Ventaglio olfattivo ampio che apre a nuance di tabacco e prugna seguiti da ricordi di pot-pourri. Cannella e nota ferrosa marcano il finale. In bocca è un intreccio tra una calibrata freschezza fruttata e un sorso carnoso alla salsa di soia. Persistente gusto umami.</p>
<p>Abbinamento: faraona in casseruola con olive taggiasche e funghi porcini.</p>
<p>Voto: eccellente (10 e lode)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1224" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/12/brunello-senza-sfondo-225x300.png" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/12/brunello-senza-sfondo-225x300.png 225w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/12/brunello-senza-sfondo.png 762w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Brunello di Montalcino Riserva 2013</strong></p>
<p>Rosso granato luminoso. Bouquet garbato e ammaliante che scandisce arancia candita e camelia a cui seguono richiami di bustina del tè e pesche al vino. Completa il corredo un respiro di china e tintura di iodio. Raffinato e slanciato al palato, coniuga durezze e morbidezze come una danza. Il tragitto gustativo è condotto da una rinfrescante acidità che richiama il chinotto lungo una scia salina.</p>
<p>Abbinamento: petto di germano reale con salsa al mandarino e caffè.</p>
<p>Voto: eccellente (10 e lode)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1229" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/12/qqq-senza-sfondo-143x300.png" alt="" width="143" height="300" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/12/qqq-senza-sfondo-143x300.png 143w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/12/qqq-senza-sfondo.png 325w" sizes="auto, (max-width: 143px) 100vw, 143px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Valentino Tesi</p>
<p>(dicembre 2023)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Catarratto, una nuova era</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentino Tesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2023 10:44:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[degustazione]]></category>
		<category><![CDATA[territori]]></category>
		<category><![CDATA[visite in cantina]]></category>
		<category><![CDATA[#sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[camporeale]]></category>
		<category><![CDATA[catarratto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno dei vitigni maggiormente vituperati in Sicilia è il catarratto. Già il termine dialettale che rimanda all’abbondanza, alla vigoria, non aiuta. I vini spesso non brillano per qualità. Il consumatore medio probabilmente non ne ha mai assaggiato neppure una bottiglia o peggio si è fatto un’idea sbagliata, magari con qualche versione turistica del Bianco d’Alcamo. &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei vitigni maggiormente vituperati in Sicilia è il catarratto. Già il termine dialettale che rimanda all’abbondanza, alla vigoria, non aiuta. I vini spesso non brillano per qualità.<br />
Il consumatore medio probabilmente non ne ha mai assaggiato neppure una bottiglia o peggio si è fatto un’idea sbagliata, magari con qualche versione turistica del Bianco d’Alcamo.<br />
La Sicilia è un mosaico di scenari diversi, in cui tutto è legato dalla presenza del mare. Nell’entroterra palermitano, denominazione Monreale, esiste una zona molto vocata per agricoltura e viticoltura, Camporeale, con vigneti che arrivano fino a 450 metri slm. Fondata dagli antichi greci e sviluppata anche sotto il dominio arabo, in queste terre l’uomo ha sempre trovato buoni frutti. Camporeale si sta creando un nome di rilievo con il Syrah, qua considerato quasi autoctono ma è stato il Catarratto dell’azienda Alessandro di Camporeale a stupirmi.</p>
<figure id="attachment_1201" aria-describedby="caption-attachment-1201" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1201" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_2020-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_2020-300x225.jpeg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_2020-1024x768.jpeg 1024w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_2020-768x576.jpeg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_2020-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_2020-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1201" class="wp-caption-text">Vigneti di Alessandro di Camporeale</figcaption></figure>
<p>Uva storicamente utilizzata anche nel marsalese per la creazione del famoso liquoroso di quelle terre, è comunque diffusa in tutta l’isola, anche se nella versione secca e in purezza trova nel palermitano la sua area d’elezione. Il catarratto con più ettari è il clone Comune, Alessandro di Camporeale usa quello di nicchia, l’Extra Lucido. Di grande pregevolezza i grappoli provenienti dall’antica vigna Mandranova.</p>
<figure id="attachment_1202" aria-describedby="caption-attachment-1202" style="width: 225px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1202" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_2023-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_2023-225x300.jpeg 225w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_2023-768x1024.jpeg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_2023-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_2023-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG_2023-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><figcaption id="caption-attachment-1202" class="wp-caption-text">Vigna di Mandranova</figcaption></figure>
<p>Forse quest’uva ha proprio bisogno dell’entroterra siciliano per trovare stoffa, necessita di quelle escursioni termiche pur continuando a respirare il mare, che lo rendono di carattere, scattante ma materico. Nel millesimo 2017 il dorato riverbera nel calice, del colore dei campi arsi intorno ai vigneti, emana raggi di luce da ogni direzione. I profumi sono inebrianti, quelli che evocano la Trinacria: zagara, pompelmo maturo, marzapane. Sorso calibrato, con il sale che punzecchia continuamente, che insaporisce e condisce. Lunghissimo, voto: distinto (9).<br />
Bevendolo risuonano in mente le parole del mitico avvocato di Johnny Stecchino, “il sole, il mare….”.<br />
Questa è la Sicilia che vogliamo, quella che interpreta il territorio, che esalta nel vino la macchia mediterranea, l’aridità, la concentrazione, il sapore. Sorseggiando questo Carricante echeggia la Regione cantata da Quasimodo, quella calda, verace e selvaggia ma anche delicatamente raffinata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Degustato a settembre 2023.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Valentino Tesi</p>
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		<title>Ogni annata è bella &#8216;a mamma soja</title>
		<link>https://www.valentinotesi.it/ogni-annata-e-bella-a-mamma-soja/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentino Tesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 10:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[annata]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione]]></category>
		<category><![CDATA[vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricordo che durante i miei studi per i concorsi sommelier, ero solito andare a leggere lo storico della qualità delle vendemmie nei singoli territori, consultando spesso i siti istituzionali di Enti e non solo. Valutazioni che spesso vengono assegnate tramite le stelle, con 5 come massimo. Ciò che mi apparve evidente fin da subito fu &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo che durante i miei studi per i concorsi sommelier, ero solito andare a leggere lo storico della qualità delle vendemmie nei singoli territori, consultando spesso i siti istituzionali di Enti e non solo. Valutazioni che spesso vengono assegnate tramite le stelle, con 5 come massimo. Ciò che mi apparve evidente fin da subito fu l’estrema variabilità delle annate, fasi alterne di vendemmie memorabili ad altre disastrose. Questo fino a circa quattro lustri fa, poi un innalzamento qualitativo verso l’alto accompagnato da un’estrema costanza. Viene spontaneo chiedersi, è credibile tutto questo? L’andamento metereologico delle stagioni è sotto gli occhi di tutti, quindi come si siano dipanate le primavere o le estati non è un dato opinabile, ciò che stupisce invece è che a fronte di evoluzioni climatiche non brillanti per la viticoltura, i comunicati stampa relativi alle previsioni sulla qualità dell’annata siano quasi sempre entusiastici.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L’appassionato enoico non ama gli inganni, anzi è affascinato dalle differenze legate alle annate, il vino è un prodotto vivo, legato alla Natura ed ai suoi capricci, la sua qualità non può essere identica ogni anno. La coerenza e la trasparenza nel lungo periodo pagano.</p>
<p>Esistono per fortuna produttori illuminati che in barba alle divulgazioni ufficiali, prendono atto di vendemmie difficili e comunicano al mercato che i vini di punta quell’anno non verranno prodotti, confluiranno nei vini di entrata. Questa si chiama serietà, credibilità, i wine lover ringraziano. Tra l’altro proprio da andamenti climatici bizzarri sono nati vini mito, si pensi al Pegasos 2005 Soldera, o l’Ottantanove e Novantuno di Montevertine. Considerando inoltre che in annate sfortunate avremo dei vini base ricolmi di uve d’oro, concepite per altre bottiglie e quindi con una convenienza qualità/prezzo incredibile.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1184" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/08/pegasos-79x300.png" alt="" width="79" height="300" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/08/pegasos-79x300.png 79w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/08/pegasos.png 254w" sizes="auto, (max-width: 79px) 100vw, 79px" /></p>
<p>Pensare che anche a fronte di annate tragiche, il vino vertice aziendale possa essere comunque prodotto è una sorta di imbroglio, è considerare superfluo un andamento stagionale intero e considerare un po’ fessacchiotti e dilettanti gli amanti del vino, è non voler rinunciare ad introiti immediati non riflettendo sul danno che ne potrebbe scaturire in futuro. Per questo motivo occorre sempre più fidarsi dei propri sensi, per analisi organolettiche autonome e indipendenti, supportati magari da corsi professionali. Importante anche la memoria storica dei vini, fondamentale in questo la partecipazione a degustazioni verticali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1183" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/08/verticale-300x157.jpeg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/08/verticale-300x157.jpeg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/08/verticale-1024x535.jpeg 1024w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/08/verticale-768x402.jpeg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/08/verticale.jpeg 1092w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Concludo con un proverbio calzante, “a quattro cose non prestar fede: sole d’inverno, nuvole d’estate, amor di donna e discrezione di frate”, aggiungerei la quinta, comunicati stampa sulle previsioni qualità dell’annata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Valentino Tesi</p>
<p>(agosto 2023)</p>
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		<title>Mandrolisai, A Kent’annos</title>
		<link>https://www.valentinotesi.it/mandrolisai-a-kentannos/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentino Tesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2023 12:29:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territori]]></category>
		<category><![CDATA[visite in cantina]]></category>
		<category><![CDATA[mandrolisai]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sorgono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dovremmo essere tutti grati al fatto che esistano ancora in Italia dei luoghi intatti, veraci, genuini. È ormai stranoto il lato vacanziero della Sardegna, le sue spiagge caraibiche, il mare turchese e gli yacht faraonici, in pochi invece conoscono il suo volto selvaggio, quello dell’entroterra. Prima che il Gennargentu sfumi nel Campidano Oristanese, s’incontra una &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.valentinotesi.it/mandrolisai-a-kentannos/"> <span class="screen-reader-text">Mandrolisai, A Kent’annos</span> Leggi altro &#187;</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dovremmo essere tutti grati al fatto che esistano ancora in Italia dei luoghi intatti, veraci, genuini.<br />
È ormai stranoto il lato vacanziero della Sardegna, le sue spiagge caraibiche, il mare turchese e gli yacht faraonici, in pochi invece conoscono il suo volto selvaggio, quello dell’entroterra. Prima che il Gennargentu sfumi nel Campidano Oristanese, s’incontra una regione ondulata, montuosa, verde, per lunghi tratti scarsamente antropizzata, il Mandrolisai. Un puzzle della Natura incastonato tra boschi, pascoli e vigneti francobolli di alberelli anche centenari, in cui si alternano cannonau, monica e bovale. I borghi sono nascosti tra le ampie vallate, Sorgono, Atzara, Meana, gioielli dal fascino antico, in cui l’uomo è soltanto un coprotagonista del paesaggio, dove regna pace e silenzio. La zona è pedemontana, alta, tra i 600 e 900 metri slm, grandissima l’escursione termica estiva, anche oltre i 25 gradi tra il giorno e la notte.</p>
<figure id="attachment_1168" aria-describedby="caption-attachment-1168" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1168" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0880-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0880-300x225.jpeg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0880-1024x768.jpeg 1024w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0880-768x576.jpeg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0880-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0880-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1168" class="wp-caption-text">Alberelli nel Mandrolisai</figcaption></figure>
<p>In questi suoli fortemente sabbiosi per il disfacimento granitico la terra è generosa, nutre in maniera ottimale gli alberelli di vite, consentendo vendemmie ritardate, in alcuni anni anche ad ottobre. Il vino rosso che prende forma ha lo stesso nome della regione, Mandrolisai ed ha una tecnica di vinificazione alquanto anomala, nonostante le tre varietà principali usate abbiano tempi diversi di maturazione, viene tutto raccolto nello stesso momento, lasciando situazioni in alcuni casi di surmaturazione, in altri di elevata acidità. Il risultato che si ottiene, laddove si abbina anche l’intuito e il savoir-faire è straordinario, un rosso genuino, saporoso, intenso, consistente, ricco di alcol ed estratti ma incredibilmente beverino. Accompagna la sostanziosa tavola del luogo che mai può prescindere dalla triade completa, antipasto-primo-secondo: pecorino, melanzane, frittelle di verdure, ceci, fave, salumi, culurgiones, fregula zucchine e pancetta, porceddu, vitello ai funghi eccetera eccetera.</p>
<figure id="attachment_1169" aria-describedby="caption-attachment-1169" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1169" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0939-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0939-300x225.jpeg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0939-1024x768.jpeg 1024w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0939-768x576.jpeg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0939-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0939-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1169" class="wp-caption-text">Garagisti di Sorgono</figcaption></figure>
<p>Nuove generazioni si stanno riappropriando delle tradizioni di vinificazione, reinterpretandole in chiave più nitida, più espressiva, è il caso dei Garagisti di Sorgono, con un progetto romantico che coniuga passione e tecnica, senza dimenticare chi per primo ha creduto nel territorio, Fradiles, che fa del gusto e del sapore del vino la sua chiave di lettura. In verità la cura della vigna domestica è abitudine consolidata, tantissimi i vini artigianali sfusi e proprio questi rappresentano il nucleo per capire appieno le versioni più strutturate.</p>
<figure id="attachment_1170" aria-describedby="caption-attachment-1170" style="width: 225px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1170" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0945-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0945-225x300.jpeg 225w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0945-768x1024.jpeg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0945-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0945-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0945-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><figcaption id="caption-attachment-1170" class="wp-caption-text">alcune etichette dei Garagisti di Sorgono</figcaption></figure>
<figure id="attachment_1171" aria-describedby="caption-attachment-1171" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1171" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0941-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0941-300x225.jpeg 300w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0941-1024x768.jpeg 1024w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0941-768x576.jpeg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0941-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0941-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1171" class="wp-caption-text">La cantina Fradiles ad Atzara</figcaption></figure>
<p>Il Mandrolisai è una delle zone in cui si vive mediamente più a lungo nel mondo, guarda caso un luogo in cui il vino rosso non manca mai sulla tavola, (professoressa Antonella Viola mi legge?). Un paradiso intatto in cui la vita scorre tranquilla, dove ancora ci si ritrova nei bar e ci si ferma a parlare con i passanti del più e del meno, dove l’allegria della semplicità regna sovrana. Tutto sembra voler essere preservato dalla cinta di montagne che lo circondano, terre per certi versi ancora misteriose, abitate già più di 5.000 anni fa dalla civiltà nuragica, che ha lasciato nei menhir e nelle fortificazioni simboli e segnali che ancora oggi non sappiamo né probabilmente vogliamo interpretare fino in fondo.</p>
<figure id="attachment_1172" aria-describedby="caption-attachment-1172" style="width: 225px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1172" src="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0929-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0929-225x300.jpeg 225w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0929-768x1024.jpeg 768w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0929-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0929-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.valentinotesi.it/wp-content/uploads/2023/07/IMG_0929-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><figcaption id="caption-attachment-1172" class="wp-caption-text">Menhir a Biru &#8216;e Concas</figcaption></figure>
<p>Mantieniti sempre così, Mandrolisai A Kent’annos! Il futuro è tuo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Valentino Tesi</p>
<p>(luglio 2023)</p>
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