Ci sono luoghi che non rappresentano soltanto un territorio, ma un vero e proprio patrimonio culturale. Il Chianti è uno di questi. Colline, castelli, vigne e borghi raccontano una storia secolare che ancora oggi continua a vivere attraverso tradizioni, persone e istituzioni profondamente legate alla propria terra. Tra queste, un ruolo particolare è occupato dalla Lega del Chianti.
La Lega Militare del Chianti nasce nel Medioevo, quando la Repubblica Fiorentina organizzò il territorio chiantigiano in una struttura amministrativa e militare composta dai Terzieri di Radda, Gaiole e Castellina. Il simbolo scelto fu il celebre Gallo Nero su sfondo giallo e rosso, oggi universalmente associato al Chianti Classico e alla sua identità.

Nel corso dei secoli la Lega ha attraversato trasformazioni storiche importanti, fino alla sua rinascita contemporanea come associazione culturale e di promozione sociale. Rifondata formalmente nel 1970 dal notaio Gianni Ginanneschi di Siena prendendo spunto dagli antichi statuti e mantenendone i valori tradizionali e storici, primo Capitano Generale fu Napoleone Franceschetti, allora direttore del Castello di Meleto (Viticola Toscana), che rimase in carica 6 mesi. Oggi la missione della Lega, non più certamente militare, è quella di custodire la memoria storica del Chianti, valorizzarne il patrimonio culturale e rafforzare il senso di appartenenza verso uno dei territori più iconici del vino italiano.
Quello che colpisce della Lega del Chianti è la capacità di unire tradizione e contemporaneità. Da una parte il fascino delle antiche investiture, dei simboli storici e delle cariche che richiamano la struttura medievale originaria; dall’altra un’attività concreta fatta di eventi culturali, iniziative sociali, valorizzazione del territorio e promozione delle eccellenze locali.
Entrare nella Lega non significa soltanto aderire ad un’associazione: significa condividere una visione che mette al centro il rispetto della storia, delle comunità e della cultura del Chianti.
Per questo motivo il 18 aprile scorso ho vissuto con grande emozione la mia investitura ad Alfiere, durante la cerimonia tenutasi nella splendida cornice della Chiesa di Santo Spirito a Firenze. Un momento intenso e ricco di significato, che mi ha fatto percepire ancora di più il valore dell’appartenenza a un territorio straordinario e a una realtà che da oltre sette secoli ne custodisce l’identità.

Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Capitano Generale della Lega del Chianti, Giovanni Ricasoli Firidolfi, poiché la mia investitura è nata fortemente da una sua iniziativa e dalla volontà di coinvolgermi in questo importante percorso di valorizzazione culturale e territoriale.

La nomina rappresenta per me anche un riconoscimento della pluriennale attività svolta come ambasciatore e divulgatore del vino Chianti Classico, un territorio che negli anni ho avuto il privilegio di raccontare attraverso degustazioni, eventi, comunicazione e formazione, cercando sempre di trasmetterne autenticità, storia e valore culturale.
La stessa cerimonia ha visto anche l’investitura a Legato d’Onore (Legato di Collare) del Principe Emanuele Filiberto di Savoia, in un contesto che ha saputo unire storia, tradizione e memoria nazionale.

Durante la successiva cena di gala all’Harry’s Bar di Firenze, è stato ricordato un passaggio particolarmente significativo della storia italiana: il legame tra i rispettivi quadrisavoli, Bettino Ricasoli — il celebre “Barone di Ferro” — e Re Vittorio Emanuele II di Savoia, protagonisti centrali del neonato Regno d’Italia durante il Risorgimento.
Un richiamo storico affascinante, che ha conferito alla serata un valore ancora più simbolico, ricordando come il Chianti e le grandi famiglie che ne hanno segnato la storia abbiano avuto un ruolo importante anche nella costruzione dell’identità nazionale italiana.
In un’epoca in cui spesso si parla di innovazione dimenticando le radici, credo che esperienze come questa abbiano un valore particolare. Perché il futuro del vino e dei territori passa anche dalla capacità di raccontarne la storia, preservarne la cultura e mantenerne viva l’anima.
Ed è proprio questo, forse, il significato più autentico della Lega del Chianti.
Per maggiori informazioni: https://legadelchianti.it
Giugno 2026
Valentino Tesi


